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COPPIA: LE  10 COSE DA NON DIRE MAI AL TUO LUI.

Proseguono i nostri consigli per la coppia, oggi parliamo di quelle frasi che a volte ci “scappano” anche senza volerlo.. e succede il patatrac

In prima battuta va fatta una premessa molto importane: nella coppia, (come del resto in tutti i rapporti sociali), e’ importante sapere comunicare con tatto, con garbo, per creare empatia e non l’effetto contrario che poi scaturisce in attriti e litigi fino ad arrivare alla rottura della coppia stessa.

Bisogna tenere bene a mente che a volte le parole possono ferire come un coltello ben affilato, quindi e’ ben conoscere quali sono le parole e le frasi più pericolose che possono colpire l’orgoglio di lui, il suo animo e la sua sensibilità (si perché anche gli uomini sono sensibili anche se a volte non lo ammettono e tendono a nasconderlo).

Ora elencheremo una serie di frasi assolutamente da evitare:

 -“tu guadagni troppo poco”, o “tu non guadagni abbastanza”. Lui ne rimarrò negativamente colpito poiché si sentirà “inadeguato”, e’ meglio dire, “i soldi che tu guadagni non sono sufficienti…”

 

-“con te non ho mai raggiunto l’orgasmo” o “tu non mi fai provare l’orgasmo”. Questo e’ un vero colpo basso per un uomo, lo colpisce nel punto più importante del suo ego, è meglio dire: “vorrei tanto raggiungere l’orgasmo con te…”

 


Cos’è la cartomanzia

Nel Medioevo le carte da gioco sono state occasionalmente usate a scopo divinatorio, ma in modo differente dall’uso nella cartomanzia moderna, poichè non assegnavano alle carte alcun significato ma si limitano ad utilizzarle come strumento di scelta casuale. Un primo esempio tedesco è Eyn loszbuch ausz der Karten gemacht stampata tra il 1505 e il 1510 a Magonza in cui in ogni pagina è stampata in un angolo una carta da gioco con semi tedeschi e una predizione in termini generali della fortuna che aspetta il lettore[1]. Più evoluto è il Giardino dei pensieri di Francesco Marcolini da Forlì pubblicato nel 1540, che usa un mazzo da 36 carte. Il lettore sceglie una domanda dal primo capitolo del libro e pesca una sequenza di coppie di carte, il cui valore lo reindirizza alle pagine successive dove leggere la risposta[2]. Dorman Newman pubblicò alla fine del XVII secolo in Inghilterra un mazzo specializzato per le predizioni (la prima edizione è probabilmente del 1690), le incisioni di stampa furono poi acquistate da John Lenthall che li pubblicà per diversi anni[3]. Le carte del mazzo di Lenthall (come è ora noto) contenevano il testo della predizione e/o la guida alla pesca di ulteriori carte e in un angolo della carta un seme francese con un numero da 1 a 13 in caratteri romani, in pratica era un metodo simile a quello di Marcolino in cui però il testo del libro era stato trasposto direttamente sulla carte da gioco[4].

La cartomanzia ha origini piuttosto recenti rispetto ad altre forme di divinazione. Le prime testimonianze certe risalgono al 1770, data di pubblicazione a Parigi di Etteilla, ou la seule manière de tirer les cartes, dove l’autore, Etteilla, alias di Jean-Baptiste Alliette, spiegava l’uso delle normali carte da gioco francesi per predire l’avvenire. Qualche anno più tardi lo stesso Etteilla dava alle stampe Manière de se recréer avec un jeu de cartes nommées Tarot (Parigi, 17831785) dedicato alla divinazione per mezzo dei tarocchi.

Dopo Etteilla, la più famosa cartomante fu Marie Adélaide Lenormand (17681843), meglio nota come “Mademoiselle Lenormard”, alla quale pare che si rivolgesse Josephine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone Bonaparte. Da lei prende nome un particolare mazzo detto “Sibilla Lenormand“, la cui invenzione non va però attribuita a Mlle Lenormand. [5]

Fu invece nell’Ottocento che la cartomanzia attirò le attenzioni di occultisti ed esoteristi, in quanto si iniziò diffusamente a ritenere che le carte avessero antichissime origini egizie e racchiudessero il sapere primigenio, l’unico vero. [6]


 

Mazzi da divinazione

I mazzi di carte usati a scopo divinatorio risultano essere diversi ed eterogenei, sia per origine che per quantità di “semi” e di figure. Si va dalle comuni carte da gioco e dai vari mazzi di Sibille italiane (La vera sibilla), parigine (Lenormand) e zigane (diffuse nel mondo di lingua tedesca), fino a un’infinita di mazzi di creazione più recente e studiati appositamente per l’uso divinatorio (tra i più noti e utilizzati troviamo l’Oracle Belline).

Vengono usate in alcuni casi anche le carte Zener, 25 carte, con 5 stelle, 5 onde, 5 croci, 5 cerchi e 5 quadrati), sebbene l’uso per cui queste carte sono state progettate non abbia a che fare con la divinazione bensì con l’esercitazione della telepatia.

Tuttavia il mazzo più utilizzato allo scopo divinatorio è costituito dai tarocchi medievali, contenenti 78 carte.


 

Principio della cartomanzia

Il principio base della cartomanzia, esercitata con ogni mazzo, si basa su un motto dell’alchimia: “Come sopra così sotto”, intendendo il “sopra” come il grande universo metafisico, e il “sotto” come la realtà fisica del mondo intorno a noi.

Più semplicemente, il mosaico delle carte estratte, attraverso l’interpretazione dei simboli o delle allegorie in esse contenute e delle posizioni da esse assunte, ci possono fornire una buona approssimazione delle conseguenze derivanti dalle nostre scelte attuali (metodo intuitivo) o addirittura fornirci una indicazione sul da farsi o su ciò che comunque accadrà qualunque cosa decidiamo di fare (metodo sacrale). Più praticamente le carte divinatorie possono essere usate sia per leggere un eventuale futuro sia per svelare, a chi le studia, particolari aspetti di se stesso.